Fare ritorno sui luoghi romualdini in Istria ci ha offerto l’opportunità di restituire la visita compiuta a Camaldoli, nel febbraio scorso, da don Lino Zohil, parroco di Orsera e di Gradina, e dal prof. Ivan Milotic, dell’Università di Zagabria; opportunità che ci ha permesso di rafforzare le relazioni con gli amici e la comunità di Orsera, il Vescovo di Parenzo e Pola, ed è stata occasione per la felice visione dei restauri effettuati nella chiesa e il riordino del chiostro dell’ex monastero di San Michele di Klošter.

Una novità, anche questa resa possibile dall’amicizia con don Lino, la visita all’interno dell’antica chiesa di S. Maria “ob Mora”, che proprio vuota non è, con le sue splendide colonne sormontate da capitelli magnificamente conservati.

La simpatia e disponibilità dei partecipanti, poi, ha fatto il resto e ha reso ancor più rasserenante la vista del mare.

Roberto Fornaciari osb cam

 

Sulle tracce si S. Romualdo ad Orsera e Parenzo in Istria

Le Associazioni Romagna Camaldoli e Trail Romagna sono appena tornate dal secondo viaggio ad Orsera e Parenzo sulle tracce di S. Romualdo in Istria. L’emozione di rivedere la chiesa di S. Michele in Leme nel paesino di Kloster è sempre grande! La prima volta l’avevamo vista piuttosto malconcia, ora invece è stata restaurata e può essere restituita al culto. Bellissima esperienza spirituale, culturale, umana. Con noi c’era una delegazione di monaci di Camaldoli.  L’ accoglienza offertaci da Don Lino Zohil, parroco di Orsera e Gradina e da S. E. Vescovo di Parenzo è stata splendida. Dobbiamo a loro e al prof. Ivan Milotic dell’Università di Zagabria il salvataggio della chiesa e dei resti del monastero sullo splendido Canale di Leme. Un luogo davvero speciale, appartato, ben conservato dal punto di vista naturalistico, che S. Romualdo – non a caso – elesse attorno all’anno 1000, a momento di riflessione, meditazione, preghiera, ove passò tre anni della sua lunga e operosa vita.

Momenti particolarmente forti sono stati l’incontro in vescovado dove si è consolidata una amicizia e collaborazione fra i monaci di Camaldoli, rappresentati da Dom Roberto Fornaciari, Vice Priore del Monastero toscano, le due Associazioni organizzatrici del viaggio e la chiesa locale. Altro momento profondo e sentito è stato quello della celebrazione eucaristica della domenica mattina nelle tre lingue, croata, italiana e tedesca.

E’ seguito un momento conviviale dove si è dialogato sulla realtà locale, sulla dolorosa storia del secondo conflitto mondiale con l’esodo delle popolazioni di lingua italiana, e dell’ altrettanto dolorosa guerra  che ha visto la divisione fra i popoli slavi della penisola balcanica e la nascita dello Stato Croato.

Ora occorre costruire un futuro di convivenza e di pace. E’ possibile riportare a una pratica religiosa luoghi di culto a lungo abbandonati. Questa forma di “gemellaggio” fra Camaldoli, Ravenna e Parenzo – anche dovuto alla presenza della meravigliosa basilica Eufrasiana con i mosaici molto simili a quelli ravennati e quasi coevi,  fanno sperare in ulteriori sviluppi. I monaci di Camaldoli hanno donato una reliquia di S. Romualdo alla chiesa di Orsera e si pensa ad un futuro evento per presentare alla popolazione questa importante presenza del riformatore benedettino in Istria.

Daniele Morelli (Associazione Romagna Camaldoli)

 

Camaldoli-Ravenna-Parenzo-Orsera
Un viaggio pieno di significati
In un epoca dove i ponti crollano e nuove barriere si innalzano, il viaggio Camaldoli-Ravenna-Parenzo-Orsera si trasforma in un ponte di amicizia colmo di significati.
Tre giorni che hanno contribuito a saldare un legame antico, un rapporto rigenerato da un seme gettato anni fa che non solo è germogliato ma si sta ramificando in un dedalo di relazioni che guardano al futuro partendo da radici comuni.
Così Dom Roberto da Camaldoli, portando significativamente con sé il giovane manaco Thomas che un giorno dovrà raccoglierne il testimone, dona agli amici istriani un pezzo di storia romualdina, regala a noi capitoli di conoscenza che confermano l’importanza delle relazioni del Santo ravennate da Ottone III in giù, ma anche il significato delle sue lezioni umane – come l’umiltà di raccogliersi a meditare dopo una ‘sconfitta’ – , e semina dialogo con laici e religiosi che hanno forse altre visioni ma proprio sul confronto fondano le basi di una relazione.
Ma anche persone speciali come Gaetano Bencic servono a saldare questi ponti. Col sorriso di un bambino che si muove a suo agio nel più bello e luminescente parco divertimenti ci ha guidato (piacevolmente e con una professionalità impeccabile) tra i segreti della ‘sua’ Basilica Eufrasiana raccontandoci una cosa fondamentale di questi ponti e cioè che hanno due sponde! Noi ravennati abbiamo si fatto tanto per questa meraviglia dell’arte, ma loro ci hanno restituito il servigiodonandoci un tesoro per la ‘nostra’ Basilica di San Vitale.
Poi ci sono persone come il professor Ivan Milotic, che danno linfa a questa pianta alimentando la relazione con l’energia della sua giovane età e la forza della sua passione.
Infine l’ospite perfetto, Don Lino Zohil che dopo la sua visita a Camaldoli e Ravenna ha ricambiato la cordialità con un’accoglienza davvero straordinaria e affettuosa.
Uomo d’azione, sta facendo molto perché questo legame si rafforzi e porti a nuovi episodi, a nuove storie da raccontare. E chiacchierando attorno ad un tavolo, dopo tante visite ed escursioni, viene fuori un’umanità comune, senza confini e, tra pane, olio e pesce (che come un bravo padre pulisce e distribuisce a tutti) scopriamo altri legami, come Sant’Eufemia…un altro motivo per brindare e per tornare.
Un grazie speciale ai partecipanti e a chi ha reso possibile questa esperienza davvero unica: Fondazione Flaminia,  Fondazione Parco Archeologico di Classe- Ravennantica e Associazione Romagna Camaldoli

Per Trail Romagna
Giovanni Trabalza

 

 

Arte, spiritualita’, paesaggi mozzafiato e perché no? degustazioni enogastronomiche……..la giusta sintesi che rappresenta un percorso di tre giorni alla ricerca dei luoghi di san Romualdo in Croazia,  in un clima di gradevole convivialità.

Avvicinandoci alla grotta di san Romualdo,  immersa nel verde e lontana dai rumori e dalle voci, è stato facile riconoscere il bisogno di calma e di intimità nella consapevolezza che Dio si manifesta nel cuore e quindi con un’assoluta necessità di tranquillità e di silenzio.

Grazie a tutti per il piacevole incontro.

Un caro saluto

Antonella Zagnoli 

 

 

Il viaggio a Parenzo sulle orme di San Romualdo è stato piacevole e interessante, più o meno come lo immaginavo e come me lo aspettavo conoscendo Trail Romagna. La formula che unisce la scoperta del paesaggio, della natura, alla storia, all’arte, alla tradizione enogastronomica e alla buona compagnia mi sembra ottima, un modo di viaggiare per conoscere e per divertirsi che è quello che preferisco.
Non è andato tutto come da programma ma per me non è stato un problema, in viaggio mi piace anche improvvisare e cogliere i momenti che si presentano. Ad esempio ho assistito ad una intera messa pur non essendo credente ed ho apprezzato l’omelia di Don Roberto che ha ricordato che il male non viene dall’esterno ma dal cuore degli uomini …e con i tempi che corrono ha fatto proprio bene a ricordarcelo! Quando ci siamo scambiati il segno di pace mi sono quasi commossa! In fondo di cosa hanno bisogno le persone? di volersi bene e stare bene insieme. Così è stato per me .
Per l’altro tipo di male, invece, il mio mal d’auto la prossima volta mi attrezzo, del resto basta una pillola, è facile.
Un caro saluto a tutti, alla prossima!

Claudia Cuppi