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Domenica 4 agosto
Aspettando ItineRA – Arte in cammino eremo di Camaldoli

Foresta tra cammino, contemplazione e arte

con Alberto Viscardi, monaco camaldolese

Nevio Agostini ricerca e divulgazione Parco Foreste Casentinesi

“… se saranno gl’Eremiti studiosi veramente della solitudine, bisognerà che habbiano grandissima cura, & diligenza, che i boschi, i quali sono intorno all’Eremo, non siano scemati, ne diminuiti in nium modo, ma piu tosto allargati, & cresciuti.” (Eremiticae Vitae Regula a Beato Romualdo Camaldulensibus Eremitis tradita, Paolo Giustiniani, Camaldoli, 1520; tradotta dal latino alla lingua toscana da Silvano Razzi, 1575.)

Tra le mission di Trail Romagna c’è quella di mantenere vivo, con grande modestia, il rapporto con la comunità camaldolese, un legame che dovrebbe essere tenuto ben saldo dall’intera comunità ravennate.
Il motivo principale è la condivisione del rapporto uomo-natura che va ben oltre l’ecologia. Romualdo, eremita in movimento per eccellenza, ha attinto in modo considerevole alla spiritua- lità dell’Oriente cristiano, nei suoi insegnamenti permane il rapporto fortemente simbolico di co- munione con la Natura, intenta a raggiungere il proprio compimento armonico con l’Uomo e per mezzo dell’Uomo.

Camminando tra gli abeti bianchi contempleremo la bellezza della foresta e cercheremo di capi- re, con l’aiuto di esperti, quali principi chimico biologici sono causa del benessere che avvertiamo quando siamo immersi nel verde.
Il rapporto tra i monaci e la foresta è talmente saldo nella comunità che, secoli dopo le splendide pagine poetiche del Liber Eremitice Regule di Rodolfo I (quarto priore dell’Eremo di Camaldoli), ancora oggi la congregazione, nel restauro del portale dell’Eremo, sceglie di sottolineare questa sintonia con l’ambiente, questa completa “identificazione” con gli alberi.

Così come nella Regola che canta i sette alberi elencati nel libro di Isaia quali segno della fertilità della terra rifondata da Dio, la splendida porta in bronzo fuso di Claudio Parmeggiani – Porta Speciosa (Porta bella) –riporta le sette virtù come ci racconterà padre Alberto:

“… Tu dunque sarai cedro per nobiltà di sincerità e santità, acacia per puntura di correzione e penitenza, mirto per discrezione di sobrietà e temperanza, olivo per gioia di pace e di misericordia, abete per altezza di meditazione e sapienza, olmo per opera di sostegno e pazienza, bosso per modello di umiltà e perseveranza.”